2007-2013 STRUCTURAL FUNDS In ROMANIA
2007-2013 Structural funds in Romania (pdf)
Following the Commission’s affirmative response to the Romania’s and Bulgaria’s accession to the EU in September, without any further delays, on January 1st 2007 was completed the broadest enlargement in the history of the European Union, which now counts 27 Member States.
The managers and foreign citizens can safely invest thanks to the benefits offered by the new “stars of Europe”:
- general diminishment of the bureaucratique impediments, in the spirit of the 4 free circulations in the EU (free circulation of persons, of merchandise, of capital and of the supply of services)”;
- adoption of the community standards;
- adhesion to the principle of customs union, with a substantial drop in the customs duties;
- the economic conditions make these countries interesting potential markets for our products;
- approximately EUR 30 billions from the structural funds for Romania.
The structural funds are the main instruments of the economic and social cohesion policy that the European Union issued for filling up the differences in the economic development between the European regions. The new cohesion policy, enforced starting with 2007, contains various changes with respect to the 2000-2006 period. The cohesion policy is characterised by a decentralised management: in fact, irrespectively whether the structural funds are European funds, their distribution is established depending on the various regions.
There are three new financial instruments:
- The European Social Fund (ESF) is implemented in compliance with the European employment strategy and it focuses on four goals: to increase the adaptability of workers and companies, to improve the access to employment and to the participation on the labour market, to reinforce social inclusion by fighting discrimination and facilitating the disabled persons’ access to the labour market, as well as to promote partnerships for the reform in the field of employment and inclusion.
- The European Regional Development Fund (ERDF) promotes public and private investments with a view to reducing regional disparity inside the Union; supports programmes of regional development, economic change, strengthening competitiveness and territorial cooperation throughout the European Union territory. The financing priorities include the following fields: research, environment protection, prevention of risks and investments in the infrastructure, especially in the regions of delayed development.
- The Cohesion Fund intervenes in the sectors of environment and transeuropean transport networks; it is activated for the Member States that have a GDP below 90% of the community average. However, the Regional Development Fund does not include Feoga, the instrument dedicated to the rural and agricultural activity. According to the financial perspectives, agriculture has a distinctive place, apart from the cohesion. The Equal, Interreg, Urban and Leader community initiatives have ended and have been absorbed in the normal course of the Funds’ activity.
Three objectives are set, at European level, for the 2007-2013 programming period:
- Convergence;
- Regional competitiveness and employment;
- Territorial cooperation.
The entire Romanian territory is eligible for the Convergence objective and benefits from financing from the European Social Fund (ESF), from the European Regional Development Fund (ERDF) and from theCohesion Fund (CF) and for the Territorial cooperation objective, for which it received financing from the ERDF.
Following the Romania’s accession to the EU, it shall receive, in the period 2007 – 2013, community funds amounting to approximately EUR 29.5 billions, of which EUR 17.317 billions are structural and cohesion funds and EUR 12.183 billions are agricultural and rural development funds. Romania’s contribution to the European Union budget, within the said period, shall be of approximately EUR 8.1 billions.

ALLARGAMENTO UE: ROMANIA e BULGARIA
Allargamento ue: Romania e Bulgaria (pdf)
Romania e Bulgaria e’ entrata a far parte dell’Unione Europea a partire dal 1° gennaio 2007.
Lo prevede il trattato di adesione, firmato nell’aprile 2005 dai 25 Stati membri e dai due paesi in questione, e lo confermano la relazione sul grado di preparazione di Bulgaria e Romania in vista dell’adesione all’UE, che la Commissione ha presentato il 16 maggio 2006 e la relazione finale di verifica del grado di preparazione dei due paesi del 26 settembre 2006.
Si tratta del quinto allargamento dell’UE e, come per i precedenti, esso rappresenterà un’opportunità commerciale importante per le aziende che commerciano con tali paesi o decideranno di investire in essi.
L’impatto economico dell’allargamento sarà notevole, in quanto un mercato più ampio e
più integrato avrà effetti positivi sulla crescita economica dell’intera Area. I vantaggi toccheranno sia i “vecchi” Paesi membri che i “nuovi”. Cresceranno gli investimenti diretti delle imprese europee e le possibilità d’accesso a risorse finanziarie comunitarie (Fondi strutturali) ed aumenteranno le dimensioni del mercato comunitario, un canale di sbocco importante per i prodotti provenienti dai paesi dell’UE a 25.
L’ingresso di Romania e Bulgaria porterà alcune importanti novità per chi opoera commercialmente con tali paesi.
Principali novità - In materia di IVA:
- a partire dal 1° gennaio 2007 gli scambi di beni e servizi saranno regolati secondo il regime transitorio degli scambi intracomunitari. Verranno dunque meno le operazioni doganali di importazione e di esportazione e potranno applicarsi cessioni e acquisti di beni e prestazioni di servizi intracomunitari
- il territorio doganale UE si amplierà, comprendendo anche questi due nuovi paesi
- i soggetti non residenti potranno effettuare un’identificazione diretta ai fini IVA in tali paesi
- i soggetti non residenti potranno chiedere il rimborso dell’IVA subita nei nuovi Paesi membri per gli acquisti di beni e servizi
- la composizione per la Partita IVA per operazioni intracomunitarie sarà definita per la Bulgaria a metà dicembre, mentre per la Romania dovrebbero aversi novità solo a fine dicembre. In Bulgaria la composizione sarà BG + un numero composto da 9 cifre; per la Romania invece non vi sono notizie certe, ma pare che verrà attribuita una nuova P.IVA solo per operare a livello intracomunitario
- attualmente l’aliquota IVA in Bulgaria è del 20% e in Romania del 19% (aliquota ridotta 9%)
In materia Doganale:
- le operazioni iniziate prima dell’adesione e che verranno terminate successivamente dovranno essere completate secondo le precedenti regole doganali
- elenchi INTRA: è da ritenere che tra le operazioni da prendere in considerazione debbano essere comprese anche le esportazioni e le importazioni effettuate nei confronti di tali paesi nel corso dell’anno 2006.
- a partire dal 1/1/2007, le disposizioni normative comunitarie in materia di obbligazione doganale, contabilizzazione e recupero a posteriori, nonché le disposizioni comunitarie relative al rimborso e lo sgravio dei dazi, dovranno essere osservate anche nei nuovi Stati membri.
Qualora però l’obbligazione doganale sia insorta prima della data di adesione, il recupero, il rimborso e lo sgravio dei dazi, saranno effettuati a cura del nuovo Stato membro interessato alle condizioni in esso vigenti prima dell'adesione.
Relativamente alla libera circolazione dei lavoratori:
Secondo quanto disposto dalla circolare congiunta del Ministero dell'Interno e del Ministero della Solidarietà Sociale n. 2 del 28 dicembre 2006, recante disposizioni sulla libera circolazione e l'accesso al mercato del lavoro a partire dal 1° gennaio 2007 dei cittadini rumeni e bulgari, in Italia per i lavoratori provenienti da tali paesi non trovano più applicazione le disposizioni sull'ingresso ed il soggiorno contenute del Testo Unico sull'immigrazione (D.Lgs. n. 286/98), ma le norme contenute nel D.P.R. 18 gennaio 2002, n. 54 e successive modifiche ed integrazioni (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea).
Prima di giungere ad una liberalizzazione totale è previsto il ricorso ad un regime transitorio per il periodo di un anno.
Tale regime stabilisce l´apertura immediata per i seguenti settori:
- lavoro dirigenziale e altamente qualificato
- agricolo
- turistico-alberghiero
- lavoro domestico e di assistenza alla persona
- edilizio
- metalmeccanico
- lavoro stagionale
- lavoro autonomo
Prevede invece per i settori diversi da quelli sopra menzionati misure semplificate per monitorare l´accesso al mercato del lavoro. Maggiori informazioni sulle nuove procedure sono disponibili nella sezione immigrazione del sito Internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Da tale sito è inoltre possibile scaricare il modulo per la presentazione delle domande per ottenere il nulla osta al lavoro subordinato per i cittadini appartenenti ai Paesi di nuova adesione.
Per approfondire questi ed altri aspetti è possibile consultare il documento “EU enlargement in 2007. Transitional customs measures of the Act of Accession”, pubblicato dalla Commissione europea, DG TAXATION AND CUSTOMS UNION CUSTOMS POLICY, disponibile in inglese sul seguente sito internet:
ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/enlarg_transition_en3.pdf
Segnaliamo, inoltre, che il Centro Estero delle Camere di Commercio Piemontesi può fornire approfondimenti specialistici su tali temi alle imprese piemontesi. Per maggiori informazioni è possibile consultare la seguente pagina internet:
http://www.centroestero.org/Page/t04/view_html?idp=235
Per approfondire invece la tematica relativa agli effetti che l’allargamento avrà su marchi e disegni comunitari:
http://www.newsmercati.com/Article?ida=1504&idl=706&idi=9&idu=-1
Per approfondire invece la tematica relativa alla libera circolazione dei lavoratori: http://www.europaregioni.it/info/articolo.asp?id_info=3560
La fonte: http://www.centroestero.org