FONDI STRUTTURALI IN ROMANIA. APPROVATI I PROGRAMMI OPERATIVI
Fondi strutturali in romania. approvati i programmi operativi (pdf)
La Romania, in qualità di Paese Membro dell'UE potrà disporre, a partire dall'anno in corso, dei Fondi Strutturali a sostegno degli investimenti delle imprese.
Le aziende italiane che hanno costituito o che intendono costituire società di diritto rumeno, anche con una partecipazione italiana al 100%, potranno beneficiare dei contributi a fondo perduto per l'ammodernamento delle proprie strutture produttive.
I Programmi Operativi sono stati approvati e si prevede che i contributi potranno arrivare a coprire fino al 60% - 70% dei costi ammissibili (max. € 1.500.000 per PMI ed € 5.000.000 per le grandi imprese) per: acquisto macchinari, attrezzature, ampliamento immobili, licenze, brevetti, know - how.
IMPORTANTE INTRODUZIONE AI FONDI STRUTTURALI IN ROMANIA 2007- 2013
La Romania beneficerà di fondi strutturali di circa 28-30 miliardi di euro da parte dell'Unione Europea nel periodo 2007-2013. 8,5 milioni di euro dovranno essere spesi ogni giorno, compreso il sabato e la domenica, dopo il 1 gennaio 2007.
Questi fondi dovranno essere gestiti efficientemente e dovranno arrivare là dove sono necessari per lo sviluppo, altrimenti esiste il pericolo di perderli. Anche se i soldi non saranno attirati in progetti in Romania, ogni contribuente parteciperà alla somma con cui la Romania contribuirà al budget dell'Unione Europea.
I fondi strutturali dell’UE sono gestiti dalla Commissione Europea e sono destinati a finanziare le misure di sostegno strutturale a livello comunitario, al fine di promuovere le regioni con ritardi nello sviluppo, la riconversione delle zone in declino industriale, la lotta alla disoccupazione di lunga durata, l’inserimento professionale dei giovani o la promozione dello sviluppo rurale (fonte MIE).
I fondi sono distribuiti seguendo piani settennali. La Commissione Europea ha presentato ufficialmente le nuove proposte di Regolamento, relative al piano 2007 - 2013, nel luglio 2004, approvate dal Parlamento Europeo e dal
Consiglio dell'Unione Europea nel mese di luglio 2006. I nuovi Regolamenti, relativi alla Politica di Coesione per il periodo 2007-2013, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea in tutte le lingue ufficiali della Comunità.
La nuova struttura normativa prevede:
- un Regolamento generale relativo ai grandi obiettivi ed alle norme di eleggibilità, di intervento programmatico e di gestione dei fondi strutturali. Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell'11 luglio 2006;
- un Regolamento FESR Fondo Europeo di Sviluppo Regionale; Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006;
- un Regolamento FSE Fondo Sociale Europeo. Regolamento (CE) n. 1081/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006;
- un Regolamento Fondo di Coesione. Regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio dell'11 luglio 2006.
- un Regolamento GETC che istituisce un Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera. Regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006.
Inoltre, attraverso due nuove proposte di Regolamento, gli attuali strumenti che disciplinano la politica di sviluppo rurale (FEAOG Garanzia e Orientamento) verranno accorpati in un solo strumento denominato il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR). L’attuale SFOP (Strumento Finanziario di Orientamento per la Pesca) verrà invece sostituito con il nuovo strumento denominato FEP (Fondo Europeo per la Pesca).
La nuova Politica di Coesione 2007-2013 prevede l’istituzione di tre Obiettivi, fra i quail verranno ripartite le risorse finanziarie:
- Obiettivo "Convergenza": è rivolto a promuovere le condizioni per la crescita e per una reale convergenza degli Stati Membri e delle Regioni in ritardo di sviluppo
- Obiettivo "Competitività regionale e occupazione" mira a rafforzare la competitività e a promuovere il cambiamento economico e l’occupazione;
- Obiettivo "Cooperazione territoriale europea" è rivolto a rafforzare la cooperazione transnazionale, transfrontaliera e interregionale.
Il 4 agosto 2006 la Commissione europea ha approvato, per ogni Obiettivo, le Decisioni con le quali vengono fissate le ripartizioni indicative degli stanziamenti di impegno per gli Stati membri. È stato inoltre diffuso l’elenco delle Regioni ammesse a beneficiare di tali risorse.
L'ammontare totale dei fondi destinati alla Romania e' di oltre 28 (30) miliardi di Euro:
- Agricoltura e sviluppo rurale - oltre 11 miliardi di Euro
- Strumenti Strutturali- oltre 17 miliardi di Euro (Cofinanziamento minimo dell’85% per ERDF per spese eleggibili e dell’80% per CF – cofinanziamento spese non eleggibili), 14 settori possono attirare finanziamenti UE, 14 settori possono essere finanziati dai fondi strutturali e di coesione dell’Unione Europea:
- Ricerca e sviluppo tecnologico;
- Informatizzazione della società;
- Trasporti;
- Energia;
- Tutela dell’ambiente e prevenzione del rischio;
- Turismo;
- Cultura;
- Rigenerazione urbana e rurale;
- Supporto per compagnie e imprenditori;
- Accesso a posti di lavoro stabili;
- Inclusione sociale per le persone svantaggiate;
- Sviluppo del capitale umano;
- Investimenti nell’infrastruttura sociale, compresa quella sanitaria e l’istruzione;
- Promozione dello sviluppo di Partnership.
Il Piano Nazionale di Sviluppo (PNS) è un concetto operativo specifico della politica europea di coesione economica e sociale (Cohesion Policy) che offre una concezione coerente e stabile relativa allo sviluppo degli stati membri dell’Unione Europea, trasposta in priorità di sviluppo, programmi, progetti, in conformità con il principio della programmazione dei fondi strutturali.
Il PNS 2007-2013 rappresenta il documento di pianificazione strategica e di programmazione finanziaria pluriennale, approvato dal Governo ed elaborato in una partnership ampia, il quale orienterà lo sviluppo socio-economico della Romania in conformità con la Politica di Coesione dell’Unione Europea.
L’obiettivo principale del PNS per la Romania è rappresentato dalla riduzione, il più rapidamente possibile, delle disparità di sviluppo socio-economico fra la Romania e gli Stati membri dell’Unione Europea.
Secondo le stime realizzate, la Romania potrebbe recuperare entro il 2013 circa 10 punti percentuali dello scarto rispetto all’UE, arrivando a circa il 41% della media UE.
L’obiettivo globale si appoggia su tre obiettivi specifici:
- Crescita della competitività a lungo termine dell’economia rumena;
- Sviluppo agli standard europei dell’infrastruttura di base;
- Perfezionamento e utilizzazione più efficiente del capitale umano autoctono.
La fonte: www.infoeuropa.ro

ALLARGAMENTO UE: ROMANIA e BULGARIA
Allargamento ue: Romania e Bulgaria (pdf)
Romania e Bulgaria e’ entrata a far parte dell’Unione Europea a partire dal 1° gennaio 2007.
Lo prevede il trattato di adesione, firmato nell’aprile 2005 dai 25 Stati membri e dai due paesi in questione, e lo confermano la relazione sul grado di preparazione di Bulgaria e Romania in vista dell’adesione all’UE, che la Commissione ha presentato il 16 maggio 2006 e la relazione finale di verifica del grado di preparazione dei due paesi del 26 settembre 2006.
Si tratta del quinto allargamento dell’UE e, come per i precedenti, esso rappresenterà un’opportunità commerciale importante per le aziende che commerciano con tali paesi o decideranno di investire in essi.
L’impatto economico dell’allargamento sarà notevole, in quanto un mercato più ampio e
più integrato avrà effetti positivi sulla crescita economica dell’intera Area. I vantaggi toccheranno sia i “vecchi” Paesi membri che i “nuovi”. Cresceranno gli investimenti diretti delle imprese europee e le possibilità d’accesso a risorse finanziarie comunitarie (Fondi strutturali) ed aumenteranno le dimensioni del mercato comunitario, un canale di sbocco importante per i prodotti provenienti dai paesi dell’UE a 25.
L’ingresso di Romania e Bulgaria porterà alcune importanti novità per chi opoera commercialmente con tali paesi.
Principali novità - In materia di IVA:
- a partire dal 1° gennaio 2007 gli scambi di beni e servizi saranno regolati secondo il regime transitorio degli scambi intracomunitari. Verranno dunque meno le operazioni doganali di importazione e di esportazione e potranno applicarsi cessioni e acquisti di beni e prestazioni di servizi intracomunitari
- il territorio doganale UE si amplierà, comprendendo anche questi due nuovi paesi
- i soggetti non residenti potranno effettuare un’identificazione diretta ai fini IVA in tali paesi
- i soggetti non residenti potranno chiedere il rimborso dell’IVA subita nei nuovi Paesi membri per gli acquisti di beni e servizi
- la composizione per la Partita IVA per operazioni intracomunitarie sarà definita per la Bulgaria a metà dicembre, mentre per la Romania dovrebbero aversi novità solo a fine dicembre. In Bulgaria la composizione sarà BG + un numero composto da 9 cifre; per la Romania invece non vi sono notizie certe, ma pare che verrà attribuita una nuova P.IVA solo per operare a livello intracomunitario
- attualmente l’aliquota IVA in Bulgaria è del 20% e in Romania del 19% (aliquota ridotta 9%)
In materia Doganale:
- le operazioni iniziate prima dell’adesione e che verranno terminate successivamente dovranno essere completate secondo le precedenti regole doganali
- elenchi INTRA: è da ritenere che tra le operazioni da prendere in considerazione debbano essere comprese anche le esportazioni e le importazioni effettuate nei confronti di tali paesi nel corso dell’anno 2006.
- a partire dal 1/1/2007, le disposizioni normative comunitarie in materia di obbligazione doganale, contabilizzazione e recupero a posteriori, nonché le disposizioni comunitarie relative al rimborso e lo sgravio dei dazi, dovranno essere osservate anche nei nuovi Stati membri.
Qualora però l’obbligazione doganale sia insorta prima della data di adesione, il recupero, il rimborso e lo sgravio dei dazi, saranno effettuati a cura del nuovo Stato membro interessato alle condizioni in esso vigenti prima dell'adesione.
Relativamente alla libera circolazione dei lavoratori:
Secondo quanto disposto dalla circolare congiunta del Ministero dell'Interno e del Ministero della Solidarietà Sociale n. 2 del 28 dicembre 2006, recante disposizioni sulla libera circolazione e l'accesso al mercato del lavoro a partire dal 1° gennaio 2007 dei cittadini rumeni e bulgari, in Italia per i lavoratori provenienti da tali paesi non trovano più applicazione le disposizioni sull'ingresso ed il soggiorno contenute del Testo Unico sull'immigrazione (D.Lgs. n. 286/98), ma le norme contenute nel D.P.R. 18 gennaio 2002, n. 54 e successive modifiche ed integrazioni (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea).
Prima di giungere ad una liberalizzazione totale è previsto il ricorso ad un regime transitorio per il periodo di un anno.
Tale regime stabilisce l´apertura immediata per i seguenti settori:
- lavoro dirigenziale e altamente qualificato
- agricolo
- turistico-alberghiero
- lavoro domestico e di assistenza alla persona
- edilizio
- metalmeccanico
- lavoro stagionale
- lavoro autonomo
Prevede invece per i settori diversi da quelli sopra menzionati misure semplificate per monitorare l´accesso al mercato del lavoro. Maggiori informazioni sulle nuove procedure sono disponibili nella sezione immigrazione del sito Internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Da tale sito è inoltre possibile scaricare il modulo per la presentazione delle domande per ottenere il nulla osta al lavoro subordinato per i cittadini appartenenti ai Paesi di nuova adesione.
Per approfondire questi ed altri aspetti è possibile consultare il documento “EU enlargement in 2007. Transitional customs measures of the Act of Accession”, pubblicato dalla Commissione europea, DG TAXATION AND CUSTOMS UNION CUSTOMS POLICY, disponibile in inglese sul seguente sito internet:
ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/enlarg_transition_en3.pdf
Segnaliamo, inoltre, che il Centro Estero delle Camere di Commercio Piemontesi può fornire approfondimenti specialistici su tali temi alle imprese piemontesi. Per maggiori informazioni è possibile consultare la seguente pagina internet:
http://www.centroestero.org/Page/t04/view_html?idp=235
Per approfondire invece la tematica relativa agli effetti che l’allargamento avrà su marchi e disegni comunitari:
http://www.newsmercati.com/Article?ida=1504&idl=706&idi=9&idu=-1
Per approfondire invece la tematica relativa alla libera circolazione dei lavoratori: http://www.europaregioni.it/info/articolo.asp?id_info=3560
La fonte: http://www.centroestero.org

"VENDERE VENETO IN ROMANIA': INCONTRI D'AFFARI A VENEZIA"
Il Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto, nell'ambito del programma promozionale per il Settore Secondario della Regione del Veneto, organizza la visita in Veneto, prevista per il 19 e 20 settembre p.v., di una decina di compratori romeni del settore "Contract" interessati ad incontrare possibili fornitori veneti.
Obiettivo dell'iniziativa è offrire alle aziende venete interessate al mercato romeno la possibilità di avviare nuove collaborazioni commerciali con questo Paese. Le aziende che intendono partecipare devono compilare e inoltrare al Centro Estero Veneto il modulo di adesione entro giovedì 26 luglio 2007.